Laicismo e Religione: una critica “crociana” a Charles Taylor

Author di Emilio Di Somma

Quando pensiamo al concetto di “modernità”, il nostro pensiero è condizionato da determinate categorie a priori che fungono da presupposto per una qualunque indagine o analisi del concetto. La “laicità” e il “secolarismo” figurano tra queste categorie. Continua a leggere Laicismo e Religione: una critica “crociana” a Charles Taylor

(fasc. 13, 25 febbraio 2017)

Croce e la «triade onomastica». Prime note sulla presunta incomprensione crociana della sensibilità contemporanea

Author di Maria Panetta

Questo contributo rappresenta uno dei tasselli di un più ampio studio che intendo portare avanti sul rapporto tra Croce e la letteratura a lui contemporanea, in particolare in relazione alle accuse rivolte al critico da più parti sulla sua presunta incapacità di intendere e comprendere appieno certa sensibilità novecentesca. Continua a leggere Croce e la «triade onomastica». Prime note sulla presunta incomprensione crociana della sensibilità contemporanea

(fasc. 13, 25 febbraio 2017)

Il concetto di “Spirito” in Benedetto Croce

Author di Antonio Pirolozzi

Il concetto crociano di “Spirito” non ha nulla a che vedere né con quello di “Spirito” della filosofia hegeliana né con lo spiritualismo che si sviluppò in Francia e in Italia tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, come opposizione alle “aberrazioni” delle teorie positivistiche. Né ha nulla a che vedere con il concetto di “Spirito” dell’attualismo gentiliano. Infatti, la riflessione filosofica di Croce sullo Spirito, che nelle sue opere troviamo scritto sia con la maiuscola sia con la minuscola ma che indica la medesima cosa, presenta tratti talmente originali che impediscono di far coincidere tale concetto con quello esposto in precedenza nella storia delle idee. Continua a leggere Il concetto di “Spirito” in Benedetto Croce

(fasc. 13, 25 febbraio 2017)

“L’Illusione” di De Roberto e i rispecchiamenti di un’eroina tragica

Author di Dario Stazzone

Il secondo romanzo di Federico De Roberto, L’Illusione, è stato considerato spesso l’ouverture del ciclo familiare degli Uzeda, ma la sua posizione, in virtù dell’«indefettibile “focalizzazione interna”»1 con cui sono narrate le illusioni e disillusioni di Teresa Uzeda, protagonista unica dell’opera, è peculiare tra i romanzi derobertiani e rimane ben lontana dalla polifonia dei Vicerè o dall’intreccio di voci dell’Imperio. Continua a leggere “L’Illusione” di De Roberto e i rispecchiamenti di un’eroina tragica

(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

“Nostra sorella Antigone”. Disambientazioni di genere nel Novecento e oltre

Author di Elena Porciani

Mappare e disambientare

Antigone mi parlava con così tanta naturalità che mi ci volle del tempo per riconoscere che era proprio lei, Antigone, colei che mi stava parlando. Ricordo in modo indelebile le prime parole che mi risuonarono all’orecchio: “nata per l’amore sono stata divorata dalla pietà”. Non la forzai a dirmi il suo nome, perché mi resi conto da sola di chi era, Antigone, che io avevo come una sorella e sorella di mia sorella, che allora era viva ed era lei che mi parlava1.

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(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

“Il resto di nulla”. Poesia e fisica dei versi di Roberto Deidier

Author di Alessandro Gaudio

I piani paralleli di vita e letteratura implicano la presenza di un filtro che consenta al dramma della nostra esistenza di condensarsi in una forma. Una forma che si faccia − dice Roberto Deidier1 già nel 1994, all’interno di una dichiarazione di poetica poi annessa a una sua raccolta di traduzioni e riscritture − «senso del nostro essere storici»2 e, dunque, espressione del sentimento della storia. In questo modo, realtà e stile, se si vuole esperienza e intonazione, cercano la possibilità di una combinazione, un segno fortemente voluto perché radicato nelle silenziose profondità di tutto ciò che ci circonda. Non è, perciò, sbagliato sostenere, come pure in parte è stato fatto3, che la scrittura di Deidier, nel rapportarsi al reale, passa − per così dire − dalla finestra. è attraverso essa, forma obbligata dello sguardo che vuole uscire, che il poeta, sin dalle sue prime prove, inquadra i suoi versi, il loro universo immaginario di riferimenti e l’ideologia stessa dalla quale si dipartono: «Se all’improvviso il corpo lascia / ogni riflesso, ogni traccia / delle figure oltre la finestra, / non resta che il loro contorno, / la linea di un disegno insicuro»4. Perciò, attraverso la finestra, al di là della penombra delle persiane, Deidier misura l’ampiezza delle cose, considera l’ordine delle stanze, scorre e tasta la granulosità dei muri, le rientranze e le facciate, registrandole e conservandole, sino a riportare sulla sua lavagna scura l’idea che ha maturato, l’apotema del mondo5 o, chissà, il suo perimetro6: magari, si può anche dire, l’Heim, ovvero ciò che è “di casa”. La sintesi che deriva da questa idea è un’intima “geometria”. Continua a leggere “Il resto di nulla”. Poesia e fisica dei versi di Roberto Deidier

(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

Attilio Bertolucci: 1925-1929. Nascita e avvento di “Sirio”

Author di Sebastiano Triulzi

Per gentile concessione dell’editore e dell’autore, che qui si ringraziano, pubblichiamo un brano tratto dal volume di Sebastiano Triulzi Attilio Bertolucci: 1925-1929. Nascita e avvento di “Sirio”, Macerata, Quodlibet, 2016. Continua a leggere Attilio Bertolucci: 1925-1929. Nascita e avvento di “Sirio”

(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

L’enciclopedia greca del “Tiresia” di Giuliano Mesa

Author di Elisabetta Perissinotto

Oggi, più nessuna ricerca di creatività, né di originalità, assilla il filologo o il critico che si accosti a un autore, antico o moderno che sia. Si dà infatti per acquisito che la letteratura è sempre e solo leggibile “al secondo grado”, quale metaforico “palinsesto”. (M. G. Bonanno)1

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(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

Eduardo Galeano: la lotta con le parole e con il silenzio

Author di Sebastiano Triulzi

Nello scantinato adibito a sala da conferenza in cui abbiamo trovato rifugio c’è odore di muffa. L’ultimo ospite deve essere passato di qui tanto tempo fa: sulle pareti bianche, intorno a rigagnoli di macchie nere e verdi, si sono formati degli aloni scuri che imbruniscono ancor di più la semioscurità che ci circonda. Siamo seduti uno di fronte all’altro divisi da un lungo tavolo rettangolare su cui è posato un ormai opaco panno verde da gioco; alle nostre spalle veglia una lavagna a fogli mobili, è rimasto lì appiccicato un minaccioso grafico a barre pieno di numeri e sigle il cui senso è per noi indecifrabile: ci soffermiamo a guardarlo più o meno con la stessa stolida espressione dipinta sul volto. Il tavolo è posizionato leggermente di sbieco ma lo lasciamo così dopo un timido tentativo di rimetterlo in asse, timorosi che il rumore possa farci scoprire dagli inservienti dell’albergo. Alcune sedie sono ammonticchiate in un angolo, ricoperte di polvere, mentre altre, allo stato brado, ostruiscono il centro della stanza, come se qualcuno avesse iniziato a mettere a posto e poi, chissà per quale motivo, vi avesse rinunciato. Continua a leggere Eduardo Galeano: la lotta con le parole e con il silenzio

(fasc. 10, 25 agosto 2016)

Lo storicismo di Croce e la morte della metafisica: intervista a Marcello Mustè

Author di Francesco Postorino

Abbiamo discusso anche con Marcello Mustè a proposito della figura di Benedetto Croce. Celebre studioso di idealismo, di filosofia italiana contemporanea, di teoria e storia della storiografia e di filosofia tedesca, Mustè ha pubblicato lavori importanti su Croce, tra cui si ricordano le monografie Benedetto Croce1, La filosofia dell’idealismo italiano2, Croce3 e Tra filosofia e storiografia. Hegel, Croce e altri studi4. Continua a leggere Lo storicismo di Croce e la morte della metafisica: intervista a Marcello Mustè

(fasc. 10, 25 agosto 2016)