Due storie procedono incontrandosi solo in alcuni punti. Da un lato, una ragazzina fragile, proveniente da Isola nuova; dall’altra, una donna, ormai più che quarantenne, con uno scricciolo di figlia che ama da morire. I punti di incontro sono pochi: amicizie dimenticate, una famiglia che sarebbe stato meglio dimenticare, e Renata.
Il romanzo si divide in due, con due protagoniste che in parte si assomigliano, e si snoda tra una Roma della fine degli anni ’80, dai quartieri poveri e degradati per quanto nuovi, e l’odierna Monti. Le contrapposizioni fra le due realtà che descrive Aragona sono automatiche e necessarie per la comprensione di quanto il tempo possa far cambiare una di quelle persone che la società non avrebbe mai pensato potesse mutare. Eppure, lento e inesorabile, il tempo scorre, e con lui si cresce e ci si trasforma. Continua a leggere Recensione di Enrica Aragona, “Sangue sporco”
(fasc. 29, 25 ottobre 2019)