A cento anni dalla “Legge Croce” del 1922 per la tutela del paesaggio

Author di Maria Panetta

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Il tema di questa Conferenza[1] mi è stato suggerito dalle dottoresse Marta Herling e Maria Ametis (che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente per il graditissimo invito e per l’impeccabile organizzazione dell’evento di Pollone), ma l’ho accolto con molto interesse, data anche la sua cogente attualità: Croce e il paesaggio, a cento anni dalla data assai significativa del 1922. Continua a leggere A cento anni dalla “Legge Croce” del 1922 per la tutela del paesaggio

(fasc. 47, 25 febbraio 2023)

Dalle tenebre alla luce. Memoria e autobiografia nel “Contributo alla critica di me stesso” di Benedetto Croce

Author di Carmelo Tramontana

Alle origini dell’autobiografia c’è un bivio: si può scegliere tra Agostino e Rousseau come modello di riferimento e in questo modo si imprimerà alla storia del genere letterario una parabola nettamente diversa. Il progetto confessionale di Agostino prevede un movimento dall’esterno verso l’interno: dalla cronologia dell’esistenza quotidiana a quella dell’esistenza spirituale, in cui il tempo è scandito in maniera diversa dal semplice susseguirsi degli istanti. Dal mondo esteriore all’anima, dall’egocentrismo alla lode di Dio, che si scopre essere insediato in interiore homine, l’autobiografia agostiniana segue la via dello sprofondamento dentro sé stessi. Il culmine di questo progetto immersivo è la scomparsa dell’individualismo esasperato, gemello neppure troppo segreto di ogni impresa autobiografica, a mano a mano che, immergendosi dentro sé stesso, l’io scoprirà Dio. Il punto più profondo dell’individualità è per l’Ipponate il luogo dove si neutralizza la tentazione solipsistica. Rousseau, che intitola allo stesso modo il suo progetto autobiografico, procede invece in direzione opposta: dall’interiorità al mondo esterno, dalla vita spirituale all’anatomia e alla cronografia dell’esistenza quotidiana. L’io russoviano si estroflette sino a coincidere con l’orizzonte della realtà esistente o escludendo dalla realtà ciò che non coincide con sé stesso: «M’impegno in un’impresa senza precedenti, e la cui esecuzione non avrà imitatori. Voglio mostrare ai miei simili un uomo nella nuda verità della sua natura; e quest’uomo sarò io»[1]. Continua a leggere Dalle tenebre alla luce. Memoria e autobiografia nel “Contributo alla critica di me stesso” di Benedetto Croce

(fasc. 47, 25 febbraio 2023)

La filosofia italiana di fronte al Grande Fratello. Croce e Franchini lettori di Orwell

Author di Rosalia Peluso

I believe that the key to the future is in the remnants of the past.

(Bob Dylan)

The last man in Europe

Tra il 1946 e il 1949 nascono due libri capitali sul totalitarismo. Il primo è Le origini del totalitarismo di Hannah Arendt. L’altro è 1984 di George Orwell. Due “maestri irregolari”[1].

Il primo libro ha dalla sua parte la storia, quella appena conclusasi; le fonti, le testimonianze, le interpretazioni, benché ancora “calde”, non ancora oggettivatesi nella ricostruzione saggistica[2]. Il secondo non parla del tempo che fu, ma di quello che sarà. Non è una registrazione, ma una previsione totalitaria. Non parla del totalitarismo come lo abbiamo conosciuto ma del totalitarismo che conosceremo: di quegli elementi totalitari che, notava proprio Arendt, si annidano anche nei regimi più democratici e che sono garantiti dall’atomizzazione degli individui e proliferano grazie ad essa, all’architettato progetto di atrofizzare le esperienze condivise, quelle politiche in primo luogo. Per questo lo scrittore ambienta la narrazione in un futuro allora remoto, il 1984. Continua a leggere La filosofia italiana di fronte al Grande Fratello. Croce e Franchini lettori di Orwell

(fasc. 47, 25 febbraio 2023)

Le dediche dei libri di Benedetto Croce

Author di Paolo D'Angelo

È molto difficile pensare che la dedica di un libro possa contribuire in qualche modo alla comprensione del libro stesso, e ancora più strano parrebbe credere che dall’insieme delle dediche dei libri di un autore si possa ricavare qualcosa di interessante sulla sua fisionomia intellettuale. Tutto questo è pacifico per le dediche di esemplare, cioè per quelle dediche che l’autore appone sulla singola copia all’atto della consegna o dell’invio ad altri. Oltre al fatto che è obiettivamente molto difficile rintracciarle, esse interesseranno al massimo qualche bibliofilo in cerca di copie autografate. Ma la stessa cosa sembra valere anche per le dediche d’opera, cioè quelle dediche che appaiono nella versione a stampa, di solito subito dopo il frontespizio. Anch’esse, se pur facilmente documentabili, non sembrano aprire nessuna via aggiuntiva di accesso all’opera, e rimanere irrimediabilmente chiuse nell’ambito dei rapporti personali, familiari o di amicizia. Continua a leggere Le dediche dei libri di Benedetto Croce

(fasc. 47, 25 febbraio 2023)

Le idee di una donna dell’Ottocento. In margine al carteggio Croce-Neera

Author di Renata Viti Cavaliere

La corrispondenza tra Benedetto Croce e Neera si svolse tra il 1903 e il 1917, anno che precedette la morte della scrittrice, avvenuta nel 1918. Il filosofo, di lei più giovane di vent’anni, era già noto al mondo degli studi per i suoi interessi eruditi, per i saggi su Marx, e soprattutto per la pubblicazione nel 1902 dell’Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale. Si aggiunga, poi, che dal 1903 era nata «La Critica» col compito di svolgere nel corso degli anni un approfondito lavoro esegetico e culturale, passando al vaglio critico, con la collaborazione di Gentile (allora amico di Croce), autori e scritti di varia umanità, sceverando tra libri recenti o di fama già acquisita che spaziavano nei campi della letteratura, della storia e della filosofia. Continua a leggere Le idee di una donna dell’Ottocento. In margine al carteggio Croce-Neera

(fasc. 47, 25 febbraio 2023)

Croce e Löwith: contributo all’interpretazione di Giambattista Vico

Author di Francesco Di Concilio

Introduzione: crisi nella storia o crisi della coscienza storica?

Il 7 luglio 1822, il regio revisore del regno di Napoli, Lorenzo Giustiniani, appone il suo imprimatur al Saggio di alcune considerazioni sull’opera di Giovan Battista Vico intitolata Scienza Nuova di Francesco Colangelo, vescovo di Castellammare di Stabia, con queste parole:

[…] Signore era a lui serbato di far sentire per la prima volta la sua voce contro un libro, che diede occasione a segnare un’epoca molto infelice in Europa. Non essendovi cosa né contro la nostra Sacrosanta Religione, né contro i dritti della Sovranità, essendo il principale scopo del suo lavoro di far rispettare e l’una e gli altri; potrà perciò l’E.V. permetterne ben subito la pubblicazione per mezzo delle stampe[1].

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(fasc. 47, 25 febbraio 2023)

La “Recherche” di Francesco Orlando. A proposito di “In principio Marcel Proust”

Author di Paolo Squillacioti

La pubblicazione degli scritti dedicati da Francesco Orlando (1934-2010) all’esegesi della Recherche[1] aggiunge un importante tassello alla meritoria opera di recupero degli scritti dispersi e inediti di uno studioso che ha fornito allo studio della letteratura, di quella francese in particolare, un modello di analisi originale ed efficace. Dopo il volume dedicato all’analisi del soprannaturale in letteratura[2], complemento all’ampia ricerca sugli oggetti desueti che il critico aveva condotto a termine con un lavoro trentennale[3]; dopo la silloge di scritti sul teatro musicale[4], chi conosceva l’attività e le passioni di Orlando attendeva l’aggiunta all’opera postuma del côté proustiano. Continua a leggere La “Recherche” di Francesco Orlando. A proposito di “In principio Marcel Proust”

(fasc. 46, 30 dicembre 2022)

Morselli e Proust: un confronto sul sentimento

Author di Maria Panetta

Dopo uno studio preliminare durato all’incirca un decennio (dal 1922 al 1932)[1], nell’agosto del 1943 Guido Morselli pubblica il primo saggio di una certa ampiezza, Proust o del sentimento[2]. Concluso nel maggio del 1942, edito da Garzanti con una prefazione di Antonio Banfi[3] e definito dall’autore, nelle pagine introduttive, una sorta di «guida»[4] alla Recherche[5], il volume è da leggere, a parere di chi scrive, soprattutto come una prima formulazione della poetica del Morselli scrittore. Continua a leggere Morselli e Proust: un confronto sul sentimento

(fasc. 46, 30 dicembre 2022)

Julia Kristeva lettrice di Proust: il “tempo” del sensibile e il “sensibile” come tempo

Author di Giovanna Russo

Proust e l’universo sensibile

Pubblicato in lingua inglese nel 1993, ampliato ed edito in Francia presso Gallimard ma ancora oggi privo di un’edizione in lingua italiana, Le temps sensible: Proust et l’expérience littéraire, della nota filosofa semiologa e psicoanalista francese di origini bulgare Julia Kristeva, merita certamente di essere annoverato tra i maggiori lavori dedicati a Marcel Proust nel corso del Novecento, e ciò non solo per l’interdisciplinarità caratterizzante le acute analisi dell’autrice, ma anche per la capacità di quest’ultima di riscoprire una (in-)attualità di Proust, gettando luce sugli aspetti del capolavoro proustiano che sembrano poter rispondere alle più specifiche esigenze del nostro tempo. Continua a leggere Julia Kristeva lettrice di Proust: il “tempo” del sensibile e il “sensibile” come tempo

(fasc. 46, 30 dicembre 2022)

Respirare felicità. Su un’aria comune in Proust e Benjamin

Author di Enrico Palma

Che alcuni scrittori, anche i più grandi, si citino a vicenda in modo esplicito o sottotraccia, è una prassi che la filosofia, l’ermeneutica e la critica letteraria conoscono fin troppo bene. Si potrebbe, forse, dire che la ricostruzione delle citazioni e l’archeologia dei debiti di un autore verso l’altro, benché mai definitivi per un progetto interpretativo complessivo, costituiscano di fatto gran parte del lavoro di queste discipline. E, se c’è un autore che ha fatto della citazione il proprio marchio di fabbrica, questo è Walter Benjamin. Continua a leggere Respirare felicità. Su un’aria comune in Proust e Benjamin

(fasc. 46, 30 dicembre 2022)