Recensione di Angelo Manitta, “Big Bang. Canto del villaggio globale”

Autore di Carmine Chiodo

Angelo Manitta, poeta, scrittore, critico letterario, infaticabile operatore culturale, è una figura di primo piano nella letteratura italiana contemporanea, come è ampiamente attestato dalle sue numerosissime e qualificate pubblicazioni. Ora vede la luce questo grandioso e mirabile «poema» a cui ha lavorato per tanti anni. Continua a leggere Recensione di Angelo Manitta, “Big Bang. Canto del villaggio globale”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Davide Barilli, “Cuba Altravana. Nel cuore di una città perduta”

Autore di Maria Panetta

Quello di Davide Barilli, giornalista della «Gazzetta di Parma» e responsabile della sua pagina culturale, è un libro che si situa in quella particolare zona franca all’intersezione di generi diversi: non solo diario di viaggio, non solo reportage, non solo silloge di racconti, non solo romanzo, non solo guida turistica[1] o raccolta di articoli né solo autobiografia, addirittura quasi giallo nella pagina finale, partecipa di tutti e non è identificabile in toto con nessuno. Continua a leggere Recensione di Davide Barilli, “Cuba Altravana. Nel cuore di una città perduta”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Ezio Sinigaglia, “Il pantarèi”

Autore di Claudio Morandini

Ripubblicato da TerraRossa Edizioni agli inizi del 2019, Il pantarèi di Ezio Sinigaglia, traduttore, autore dell’intrigante Eclissi (Nutrimenti, 2016), è opera “datata” – lo è, intendo dire, nel senso più felice del termine. È in effetti e pienamente un romanzo del Novecento catapultato tra noi: e non solo perché, nella trama, il protagonista, Daniele Stern, si occupa di stilare voci sugli autori e le opere fondanti del romanzo novecentesco (Proust, Joyce, Kafka, Musil, Svevo, ma anche Céline e Faulkner) per un’“Enciclopedia della Donna”. Ma anche, e soprattutto, perché con quanto elaborato e scandagliato nel Novecento fa i conti in quanto romanzo, con la crisi, la dissoluzione, gli sperimentalismi, la tendenza al pastiche, le rivendicazioni poetiche, le indulgenze, le morti (dei personaggi, dell’idea stessa di romanzo, del narratore etc.). Solidamente ambiguo, Il pantarèi difende con ironia, e insospettata passione, la capacità del romanzo di farsi vita, e della vita (degli incontri, delle serate in casa di amici, degli incontri erotici, del chiacchiericcio, ma anche di certi dilatati silenzi) di contaminarsi con il romanzo. È il racconto di un desiderio, o addirittura una love story con una forma espressiva data per morta, o forse non in buona salute, ma invece, to’, in grado di ripensare se stessa e ancora viva. Continua a leggere Recensione di Ezio Sinigaglia, “Il pantarèi”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

Autore di Marika Lauria

Il titolo solitamente è lo scoglio più difficile da superare per un autore: non si sa mai cosa possa essere interessante ed efficace, saltare all’occhio del lettore in libreria. In questo Donatella Di Petrantonio mostra un’abilità particolare. Il titolo è, in questo caso, un termine dialettale, abruzzese per la precisione, e intende alludere al ritorno forzato di una persona; la protagonista, una poco più che ragazzina di tredici anni, torna dalla propria famiglia, dopo essere stata cresciuta da altre persone, i suoi “mamma” e “papà” di qualche tempo prima, che si rivelano essere “zia” e “zio”. Continua a leggere Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Luca Romano, “Il segretario di Montaigne”

Autore di Claudio Morandini

Il segretario di Montaigne di Luca Romano (Neri Pozza, 2018) è il romanzo storico che si vorrebbe sempre leggere: dettagliato, preciso, centrato su figure complesse e accattivanti, abile nel narrare ciò che lo storico può solo immaginare ma non dire (i dialoghi privati, i pensieri, gli atti segreti, quelli lontani da ogni ufficialità, quelli di cui si dovrebbe provare vergogna, le espressioni facciali, le esitazioni e i pentimenti), colorato e movimentato il giusto. Ora, se la vita di Michel de Montaigne è stata varia ma non propriamente avventurosa, ad aggiungere vivacità contribuisce la figura appunto del segretario, l’io narrante, prima soldato con curriculum di efferatezze militari, ma anche dotato di una sua ruvida etica, poi domestico, segretario e confidente del celebre autore degli Essais: a lui pertiene la parte più movimentata della narrazione, fatta di duelli, intrighi, morti ammazzati. Di un’epoca violenta e instabile quale quella in cui si muovono i nostri personaggi, egli, Jean-Marie Cousteau, è il paradigma: guerriero disgustato dalla guerra ma incapace di distaccarsene davvero, costruisce un’immagine di sé che non disgusti il suo padrone, e allo stesso tempo fa in modo di preservare quest’ultimo dalle minacce di un mondo in continua ebollizione. Continua a leggere Recensione di Luca Romano, “Il segretario di Montaigne”

(fasc. 26, 25 aprile 2019)

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Recensione di “Le poetesse Azerbaigiane: otto secoli di letteratura (1200-1991)”, a cura di Gunay Afandiyeva e Shahla Naghiyeva

Autore di Alice Figini

Siamo ancora vittime di una visione fortemente settaria del femminile, che considera le donne occidentali emancipate e indipendenti, relegando le musulmane a una condizione inferiore, di sottomissione e impotenza.

Il nostro Occidente nutre da sempre la presunzione di sentirsi superiore; chiuso entro i limiti ristretti della propria cultura, spesso non percepisce l’inestimabile valore di un’etnia considerata straniera, guardata ancora con diffidenza e timore. Eppure, la voce dei popoli passa attraverso la loro scrittura, le storie da essi divulgate, l’espressione corale di un sentire collettivo. Le poesie delle donne azerbaigiane ci restituiscono una civiltà dominata dal matriarcato di cui ignoriamo l’esistenza, forte di una eredità letteraria ricchissima, che trova nel Caucaso meridionale la propria culla d’origine. Continua a leggere Recensione di “Le poetesse Azerbaigiane: otto secoli di letteratura (1200-1991)”, a cura di Gunay Afandiyeva e Shahla Naghiyeva

(fasc. 26, 25 aprile 2019)

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Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

Autore di Lorenzo Larcan

Estate 1975: una ragazzina in piena pubertà, fino a quel momento figlia unica, viene “restituita” da quelli che credeva essere i genitori alla “vera” famiglia proletaria, ritrovandosi improvvisamente a essere parte della sua numerosa prole. I nuovi genitori educano severamente i figli, i fratelli – di età da uno a diciott’anni – dormono tutti in una stanza, i più grandi hanno lasciato la scuola, e trattano l’“Arminuta”, la ‘ritornata’, senza alcun riguardo. Su questo sfondo, sono costanti i dubbi e l’impossibilità di comprendere della protagonista, la quale si è vista da un giorno all’altro scaricata in quella casa dalle persone che l’avevano cresciuta e che considerava padre e madre. Continua a leggere Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

(fasc. 26, 25 aprile 2019)

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Recensione di Monica Lanzillotta, “Il museo dell’innocenza. La narrativa di Edoardo Calandra”

Autore di Carmine Chiodo

Monica Lanzillotta, docente di Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’Università di Cosenza, è autrice di questa monografia che descrive e analizza esaustivamente la vita e l’opera di Edoardo Calandra, pittore, illustratore di libri, archeologo, drammaturgo e scrittore. La studiosa nella Premessa al volume scrive che ha «cercato di dar conto dei rapporti che istituisce sia con l’ambiente artistico e letterario italiano ‘fin de siècle’ sia con la cultura subalpina sia con quella francese» (p. 11). Tutto concorre a dare un quadro preciso e accurato, capillare, minuto dello scrittore piemontese, le cui opere (come scrive ancora la studiosa nella Premessa) «hanno registrato, sul versante critico, un’attenzione ininterrotta, conquistando anche critici illustri, come Croce», che lo immortala in più d’uno dei suoi “medaglioni” della letteratura della Nuova Italia. Viene ancora osservato che come critico si è interessato all’opera di Calandra pure Gianfranco Contini, che gli ha assegnato un posto non di rilievo nella Scapigliatura piemontese e lo pone accanto a Faldella, ad esempio. Continua a leggere Recensione di Monica Lanzillotta, “Il museo dell’innocenza. La narrativa di Edoardo Calandra”

(fasc. 24, 25 dicembre 2018)

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Recensione di Claudio Morandini, “Le maschere di Pocacosa”

Autore di Guido Conterio

Sospinto dagli ottimi esiti conseguiti e dai lusinghieri allori meritati grazie alla sua recente svolta narrativa verso ambientazioni e temi legati alla montagna (Neve, cane, piede, Exòrma 2015; Le pietre, Exòrma 2017), Claudio Morandini ha provveduto, col suo ultimo romanzo, Le maschere di Pocacosa (Salani 2018), ad attribuirle un felice seguito anche nell’ambito – a quanto risulti, da lui sin qui non frequentato – della letteratura per ragazzi, trovando ospitalità in una collana («I caprioli») che, sotto l’egida del Club Alpino Italiano, proprio a un avvicinamento dei giovanissimi alla montagna attraverso la narrativa è dedicata. Continua a leggere Recensione di Claudio Morandini, “Le maschere di Pocacosa”

(fasc. 24, 25 dicembre 2018)

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