Recensione di Francesco Pecoraro, “Lo Stradone”

Autore di Marika Lauria

Pier Paolo Pasolini passava le proprie giornate nei bar e per le strade di Roma, prendendo appunti sui modi di dire, creando scene quasi pittoriche che si riversavano nei suoi racconti brevi e nei suoi romanzi, e osservando i modi di fare di una popolazione che riusciva a comprendere solo a metà. Poi, una volta nel suo laboratorio, rivedeva tutto, riscriveva, lasciava che i propri personaggi prendessero vita, così come la sua città adottiva.

Pecoraro crea un moderno Pasolini, un signore di quasi settant’anni che passa le giornate al Porcacci, il bar davanti alla propria casa, a passeggio per lo Stradone, osservando tutto e tutti. Il risultato è una stratificazione particolare: parti di blocchetto per gli appunti che s’intrecciano e si richiamano, con stralci di conversazioni, ricalcando il romano di borgata. Lo scopo di questo personaggio è proprio quello di osservare, analizzare lo spazio in cui vive, quei signori anziani che sono per lui quasi amici, anche se non ha mai rivolto loro la parola. Continua a leggere Recensione di Francesco Pecoraro, “Lo Stradone”

(fasc. 28, 25 agosto 2019)

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Recensione di “Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi”

Autore di Alessandra Trevisan

La costanza della ricerca e dell’unione prende corpo nella curatela e nella lingua poetica di Matrilineare, raccolta uscita a novembre 2018 per La Vita Felice in cui si mettono insieme sessantasette voci viventi e scomparse che hanno saputo dare forma, in versi, al tema del materno e del filiale. Si tratta, fra i diversi nomi, di Fernanda Romagnoli, Anna Maria Ortese, Maria Luisa Spaziani, Jolanda Insana e poi Antonella Anedda, Patrizia Cavalli, Roberta Dapunt, Elisa Biagini, Mariangela Gualtieri, Biancamaria Frabotta, Dina Basso, Mariagiorgia Ulbar, Alessandra Racca, Maria Borio, Anna Maria Carpi, Vivian Lamarque, Rosaria Lo Russo, Francesca Serragnoli e numerose altre. Continua a leggere Recensione di “Matrilineare. Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi”

(fasc. 28, 25 agosto 2019)

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Recensione di Caterina Adriana Cordiano, “I giorni del mare”

Autore di Francesca Carla Neri

Dopo una lunga e fruttuosa attività di operatrice culturale ai più alti livelli e di impegno professionale nella scuola, Caterina Adriana Cordiano ci consegna il suo primo romanzo, ben scritto e seriamente meditato, provvisto di una significativa rielaborazione di feconde ascendenze intertestuali e di una piena e rigorosa padronanza dei meccanismi narrativi. Continua a leggere Recensione di Caterina Adriana Cordiano, “I giorni del mare”

(fasc. 28, 25 agosto 2019)

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Recensione di Clara Janés, “Fossili” e “Lapidario”

Autore di Matteo Lefèvre

Pietre alla confluenza di vite e saperi

Se c’è una poeta spagnola del nostro tempo che non si discute a livello di talento, impegno artistico e originalità, questa è senza dubbio Clara Janés, autrice capace di attraversare tutta l’inquietudine del secondo Novecento per approdare al nuovo secolo con una scrittura che è ancora capace di mantenere un’identità precisa, di scartare rispetto alle mode ultime e a una musa ormai fin troppo consumata. Sì, perché fin dalle sue prime prove Clara Janés, che è anche una dei pochi membri donna della Real Academia Española, si è ritagliata uno spazio che è culturale prima ancora che letterario, ha saputo portare dentro la grande tradizione ispanica non solo l’etica e la scrittura di una presenza femminile durevole, e mai scontata a certe latitudini, ma anche la ricchezza di una poesia tutt’altro che ordinaria o troppo radicata, a prescindere dalle radici da cui parte; una poesia solida ma fluttuante, difficile da catalogare, una poesia che nel corso dei decenni ha celebrato il nitore della classicità e l’esperimento, la fusione tra i generi, le arti e i saperi, un sentimento del tempo, per dirla con Ungaretti, che travalica le ere – geologiche, antropologiche, letterarie – e si accampa nelle viscere di cronos, nel cuore della vita stessa, intesa, quest’ultima, come vicissitudine laica e naturale, accadimento immanente e trascendente che coinvolge materia animata e inanimata, esseri, pietre, animali, cose. Continua a leggere Recensione di Clara Janés, “Fossili” e “Lapidario”

(fasc. 28, 25 agosto 2019)

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Recensione di Salvatore Cosentino, “Messaggi di lingue tagliate. Storie siciliane”

Autore di Maria Panetta

Oltre a un’intensa attività come pubblicista e sociologo, lo scrittore mirabellese Salvatore Cosentino ha alle spalle una quarantina di volumi di vario genere dati alle stampe dagli anni Cinquanta in poi. Nell’ultimo, la silloge di racconti Messaggi di lingue tagliate, edito nel 2018 da Aracne, l’ambientazione è dichiaratamente siciliana e, in primo luogo, lo testimonia la lettera da lui inviata nel 1988 a Gesualdo Bufalino che esce per la prima volta, proprio in questa edizione, come prosieguo della breve Introduzione. Continua a leggere Recensione di Salvatore Cosentino, “Messaggi di lingue tagliate. Storie siciliane”

(fasc. 28, 25 agosto 2019)

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Recensione di Angelo Manitta, “Big Bang. Canto del villaggio globale”

Autore di Carmine Chiodo

Angelo Manitta, poeta, scrittore, critico letterario, infaticabile operatore culturale, è una figura di primo piano nella letteratura italiana contemporanea, come è ampiamente attestato dalle sue numerosissime e qualificate pubblicazioni. Ora vede la luce questo grandioso e mirabile «poema» a cui ha lavorato per tanti anni. Continua a leggere Recensione di Angelo Manitta, “Big Bang. Canto del villaggio globale”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Davide Barilli, “Cuba Altravana. Nel cuore di una città perduta”

Autore di Maria Panetta

Quello di Davide Barilli, giornalista della «Gazzetta di Parma» e responsabile della sua pagina culturale, è un libro che si situa in quella particolare zona franca all’intersezione di generi diversi: non solo diario di viaggio, non solo reportage, non solo silloge di racconti, non solo romanzo, non solo guida turistica[1] o raccolta di articoli né solo autobiografia, addirittura quasi giallo nella pagina finale, partecipa di tutti e non è identificabile in toto con nessuno. Continua a leggere Recensione di Davide Barilli, “Cuba Altravana. Nel cuore di una città perduta”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Ezio Sinigaglia, “Il pantarèi”

Autore di Claudio Morandini

Ripubblicato da TerraRossa Edizioni agli inizi del 2019, Il pantarèi di Ezio Sinigaglia, traduttore, autore dell’intrigante Eclissi (Nutrimenti, 2016), è opera “datata” – lo è, intendo dire, nel senso più felice del termine. È in effetti e pienamente un romanzo del Novecento catapultato tra noi: e non solo perché, nella trama, il protagonista, Daniele Stern, si occupa di stilare voci sugli autori e le opere fondanti del romanzo novecentesco (Proust, Joyce, Kafka, Musil, Svevo, ma anche Céline e Faulkner) per un’“Enciclopedia della Donna”. Ma anche, e soprattutto, perché con quanto elaborato e scandagliato nel Novecento fa i conti in quanto romanzo, con la crisi, la dissoluzione, gli sperimentalismi, la tendenza al pastiche, le rivendicazioni poetiche, le indulgenze, le morti (dei personaggi, dell’idea stessa di romanzo, del narratore etc.). Solidamente ambiguo, Il pantarèi difende con ironia, e insospettata passione, la capacità del romanzo di farsi vita, e della vita (degli incontri, delle serate in casa di amici, degli incontri erotici, del chiacchiericcio, ma anche di certi dilatati silenzi) di contaminarsi con il romanzo. È il racconto di un desiderio, o addirittura una love story con una forma espressiva data per morta, o forse non in buona salute, ma invece, to’, in grado di ripensare se stessa e ancora viva. Continua a leggere Recensione di Ezio Sinigaglia, “Il pantarèi”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

Autore di Marika Lauria

Il titolo solitamente è lo scoglio più difficile da superare per un autore: non si sa mai cosa possa essere interessante ed efficace, saltare all’occhio del lettore in libreria. In questo Donatella Di Petrantonio mostra un’abilità particolare. Il titolo è, in questo caso, un termine dialettale, abruzzese per la precisione, e intende alludere al ritorno forzato di una persona; la protagonista, una poco più che ragazzina di tredici anni, torna dalla propria famiglia, dopo essere stata cresciuta da altre persone, i suoi “mamma” e “papà” di qualche tempo prima, che si rivelano essere “zia” e “zio”. Continua a leggere Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

(fasc. 27, 25 giugno 2019)

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Recensione di Luca Romano, “Il segretario di Montaigne”

Autore di Claudio Morandini

Il segretario di Montaigne di Luca Romano (Neri Pozza, 2018) è il romanzo storico che si vorrebbe sempre leggere: dettagliato, preciso, centrato su figure complesse e accattivanti, abile nel narrare ciò che lo storico può solo immaginare ma non dire (i dialoghi privati, i pensieri, gli atti segreti, quelli lontani da ogni ufficialità, quelli di cui si dovrebbe provare vergogna, le espressioni facciali, le esitazioni e i pentimenti), colorato e movimentato il giusto. Ora, se la vita di Michel de Montaigne è stata varia ma non propriamente avventurosa, ad aggiungere vivacità contribuisce la figura appunto del segretario, l’io narrante, prima soldato con curriculum di efferatezze militari, ma anche dotato di una sua ruvida etica, poi domestico, segretario e confidente del celebre autore degli Essais: a lui pertiene la parte più movimentata della narrazione, fatta di duelli, intrighi, morti ammazzati. Di un’epoca violenta e instabile quale quella in cui si muovono i nostri personaggi, egli, Jean-Marie Cousteau, è il paradigma: guerriero disgustato dalla guerra ma incapace di distaccarsene davvero, costruisce un’immagine di sé che non disgusti il suo padrone, e allo stesso tempo fa in modo di preservare quest’ultimo dalle minacce di un mondo in continua ebollizione. Continua a leggere Recensione di Luca Romano, “Il segretario di Montaigne”

(fasc. 26, 25 aprile 2019)

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