Recensione di Alessandro Canzian, “Il Condominio S.I.M.”

Autore di Matteo Bianchi

Amare l’effimero, ciò che esiste e poi scompare

I palazzoni, anonimi e schierati con i balconi in fuori, occupano le periferie italiane senza distinzione e spesso chi li popola per decenni neanche si accorge dei vicini e dei loro volti; solo le voci talvolta scavalcano i muri che danno la misura dei rapporti odierni.

In termini di vissuto e di conseguente patimento interiore, Il Condominio S.I.M., la nuova raccolta di Alessandro Canzian edita da Stampa 2009, gli è costata molto, specialmente rendendosi conto, l’autore, che nulla rimarrà davvero, nonostante la nostra volontà di perdurare e di pretendere significati perenni. Si tratta di un’opera corale, figlia di un tempo egocentrico, opaco quanto una serranda abbassata, ma dalla quale filtrano a fatica magri bagliori e un filo d’aria: tratta dell’esistenza di otto persone, ciascuna in balìa della propria complessità. Continua a leggere Recensione di Alessandro Canzian, “Il Condominio S.I.M.”

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

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Recensione di Emiliano Sciuba, Una ragazza folle come gli uccelli. Alda Merini e la costellazione critica de “La gazza ladra”

Autore di Carmine Chiodo

Finalmente possiamo leggere un libro innovativo sulla figura e sulla poesia di Alda Merini: l’autore è uno studioso che ha una sterminata conoscenza della letteratura classica, moderna e contemporanea, ed è, inoltre, un traduttore di lingue antiche e moderne. L’opera ben spicca nella foltissima bibliografia critica sulla poetessa milanese in quanto ha un taglio particolare che la differenzia da molti contributi in cui si sono ripetute riflessioni generiche sulla poesia meriniana. Continua a leggere Recensione di Emiliano Sciuba, Una ragazza folle come gli uccelli. Alda Merini e la costellazione critica de “La gazza ladra”

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

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Recensione di Giorgio Villani, “Un atlante della cultura europea. Vittorio Pica: il metodo e le fonti”

Autore di Alessandro Gaudio

Dalla prima metà degli anni Ottanta del XIX secolo, la letteratura europea ha fatto i conti con una fittissima trama di rapporti, studi e ricerche che, non muovendosi in ambito accademico, avevano il coraggio di cogliere forme artistiche insuete, agevolandone la valorizzazione da parte della critica successiva. Di questa geografia letteraria estremamente dinamica faceva parte senz’altro Vittorio Pica, non troppo noto ma attivissimo intellettuale napoletano, amico e corrispondente di una fitta schiera di artisti e scrittori sia italiani sia stranieri, che in quegli anni si stava interessando a un nuovo modo di intendere la letteratura. In una città che registrava già la grande operosità di Matilde Serao, Salvatore Di Giacomo, Roberto Bracco, Giuseppe Mezzanotte, Federigo Verdinois e tanti altri ancora, Pica contribuì in maniera decisiva ad alimentare un clima effervescente che faceva di Napoli una capitale europea della cultura. Qui circolavano le prime testimonianze del Naturalismo e del Simbolismo francese, da Zola ai Goncourt, a Mallarmé, letteratura d’avanguardia che trovò in Pica un vero e proprio precursore. Continua a leggere Recensione di Giorgio Villani, “Un atlante della cultura europea. Vittorio Pica: il metodo e le fonti”

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

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Recensione di Francesco Saverio Vetere, “Le luci della strada”

Autore di Maria Panetta

La vita non è una serie di lampioncini disposti in bella simmetria: la vita è un alone luminoso, un velo diafano che ci avvolge dall’origine della coscienza sino al suo limite. Non è forse compito del romanziere comunicare questo variabile, sconosciuto e illimitato spirito, in qualunque via di aberrazione e di complessità si svolga, con la minima confusione di elementi eterogenei?

È con queste riflessioni di Virginia Woolf, tratte dal suo saggio sul Romanzo moderno, apparso, in traduzione, in Italia nel 1934 su «Occidente», che ritengo utile accostarmi all’opera che segna l’esordio letterario come romanziere di Francesco Saverio Vetere, avvocato, Segretario Generale dell’Unione Stampa Periodica Italiana nonché docente di Editoria Periodica alla Sapienza Università di Roma. Continua a leggere Recensione di Francesco Saverio Vetere, “Le luci della strada”

(fasc. 33, 25 giugno 2020)

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Recensione di Giancristiano Desiderio, “Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce – II Parerga e paralipomena”

Autore di Maria Panetta

Il nuovo libro su Croce di Giancristiano Desiderio prende avvio dall’Unesco[1]. E, più precisamente, dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1947 e dalla teoria del diritto naturale, che «di fatto pone come eterno ciò che è contingente e frutto della storia: i diritti» (p. 8). Essi sono «creazioni storiche che rispondono alla soddisfazione di esigenze e bisogni di determinate epoche» (ibidem), precisa l’autore. E in poche, dense pagine illustra tutte le ragioni per cui Croce riteneva che l’Unesco fosse «un’istituzione sbagliata» (p. 10). Al di là del caso particolare, il concetto cardine che emerge è che «Fino alla fine dei suoi giorni Croce esercitò il coraggio del pensiero» (p. 11); Desiderio evidenzia, infatti, già nell’Introduzione al volume, come «la vita del filosofo della “religione della libertà” sia stata una vita vissuta e pensata contro il proprio tempo. Un’esistenza sempre in lotta: con se stesso, con la sorte, con l’università, con il fascismo, con il comunismo, con le falsificazioni, con i conformismi» (p. 12). Continua a leggere Recensione di Giancristiano Desiderio, “Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce – II Parerga e paralipomena”

(fasc. 33, 25 giugno 2020)

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Recensione di R. Mangini, “La rivoluzione, forse domani” (2018)

Autore di Alessandro Gaudio

Siamo nei primissimi anni Quaranta, nel territorio che insiste tra Zenevredo (la cui caratteristica torretta è riprodotta nella prima illustrazione) e Costa de’ Nobili, nella zona dell’Oltrepò compresa tra le province di Pavia e Piacenza: al centro della storia c’è una banda di giovani, prima espressione di una poesia contadina che deve far fronte ai gerarchi fascisti e ai tudèsc, come li chiamano i più anziani, «buoni a far la guerra persa, che finora le avevano perdute tutte» (p. 7). Siamo ben lontani dagli anni della Resistenza, eppure sembra prendere vita un progetto diverso da quello solenne e pietrificante voluto dal potere dominante. In mezzo ai due fuochi, quello della Resistenza prima della Resistenza e quello in camicia nera, c’è l’enorme pianura padana, talvolta non proprio decisa a contrapporsi agli oppressori, quasi indifferente o comunque poco incline a prendere posizione per conservare un’ordinaria tranquillità, eppure fermissima nel difendere il valore della terra. Terra che non è un elemento nostalgico e regressivo: nella disposizione di chi la vive e la ama, si fa, piuttosto, comunità sociale, spazio in cui può germogliare una nuova sensibilità. Continua a leggere Recensione di R. Mangini, “La rivoluzione, forse domani” (2018)

(fasc. 33, 25 giugno 2020)

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Recensione di Luigi Paglia, “Visione di poeti”

Autore di Antonio Torres

La sequenza dei ventuno testi poetici dedicati ai poeti nella plaquette d’artista Visione di poeti di Luigi Paglia[1] appare inconsueta nella poesia contemporanea; due antecedenti potrebbero essere rappresentati da alcune poesie di Borges e dalle undici brevi composizioni della Merini nella raccolta Vuoto d’amore, anche se le finalità e il tono quasi epigrammatico della poetessa appaiono diversi da quelli di Paglia, che vuole presentare una galleria di ritratti dei suoi poeti prediletti, alcuni conosciuti personalmente, coniugando il profilo biografico col significato profondo della loro opera, la descrizione dei luoghi e delle case con gli itinerari esistenziali, così che «il libretto si colloca a metà strada tra la biografia, la critica, la narrazione e la poesia, e tra la realtà e l’invenzione», come annota Paglia, che precisa anche che «Il genitivo del titolo del libretto (Visione di poeti), naturalmente, implica che essi siano oggetto e soggetto della visione: il loro mondo (poetico, ma anche biografico, sentimentale ecc.) visto da me, e come alcuni di essi vedono o hanno visto il mondo»; infatti, nella sequenza si registra spesso il cambiamento del punto di vista: da quello dell’io lirico (o narrante) a quello di alcuni dei personaggi poetici, in una sorta di identificazione, e ciò è evidente nelle poesie dedicate a Pavese e Volponi, ma anche lo sdoppiamento alternato di prospettive è realizzato nei testi riguardanti Lessing Zymborska, Mistral. Continua a leggere Recensione di Luigi Paglia, “Visione di poeti”

(fasc. 33, 25 giugno 2020)

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Recensione di Giulio Ferroni, “La solitudine del critico. Leggere, riflettere, resistere”

Autore di Maria Panetta

Dopo tanti anni dedicati allo studio, all’insegnamento e all’esercizio della critica letteraria, Giulio Ferroni torna a far riflettere con un libriccino edito da Salerno Editrice nella serie «Astrolabio», una «piccola collana per “fare il punto” su grandi temi, figure, momenti, aspetti della nostra cultura e della nostra storia».

In sei densi capitoli Ferroni ripercorre la storia della critica letteraria del secondo Novecento, specie a partire dalle correnti in voga negli anni della sua formazione, quando «la critica letteraria aveva […] un non trascurabile rilievo pubblico»[1], in quegli anni Sessanta in cui «le discussioni critiche, teoriche e metodologiche, potevano avere anche determinanti ricadute di tipo “politico”»[2]. Continua a leggere Recensione di Giulio Ferroni, “La solitudine del critico. Leggere, riflettere, resistere”

(fasc. 32, 25 aprile 2020)

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Recensione di Domenico Zappone, “Cinquanta lettere a Mario La Cava”

Autore di Carmine Chiodo

Santino Salerno, palmese, è autore di studi pregevoli su autori quali Leonida Rèpaci, Domenico Zappone, Vincenzo Talarico, Domenico Antonio Cardone etc.

Questo carteggio è curato e commentato molto bene. Cinquanta sono le lettere che il giornalista e scrittore Domenico Zappone (Palmi, 1911-1976) manda a Mario La Cava. Esse provengono dall’archivio dello scrittore di Bovalino, ben custodito e curato da Rocco, figlio di La Cava. Già hanno visto la luce vari suoi carteggi, tra i quali, ad esempio, le Lettere dal centro del mondo (Rubbettino 2012), volume che contiene la corrispondenza di La Cava con Leonardo Sciascia. Continua a leggere Recensione di Domenico Zappone, “Cinquanta lettere a Mario La Cava”

(fasc. 32, 25 aprile 2020)

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