Recensione di “Le poetesse Azerbaigiane: otto secoli di letteratura (1200-1991)”, a cura di Gunay Afandiyeva e Shahla Naghiyeva

Autore di Alice Figini

Siamo ancora vittime di una visione fortemente settaria del femminile, che considera le donne occidentali emancipate e indipendenti, relegando le musulmane a una condizione inferiore, di sottomissione e impotenza.

Il nostro Occidente nutre da sempre la presunzione di sentirsi superiore; chiuso entro i limiti ristretti della propria cultura, spesso non percepisce l’inestimabile valore di un’etnia considerata straniera, guardata ancora con diffidenza e timore. Eppure, la voce dei popoli passa attraverso la loro scrittura, le storie da essi divulgate, l’espressione corale di un sentire collettivo. Le poesie delle donne azerbaigiane ci restituiscono una civiltà dominata dal matriarcato di cui ignoriamo l’esistenza, forte di una eredità letteraria ricchissima, che trova nel Caucaso meridionale la propria culla d’origine. Continua a leggere Recensione di “Le poetesse Azerbaigiane: otto secoli di letteratura (1200-1991)”, a cura di Gunay Afandiyeva e Shahla Naghiyeva

(fasc. 26, 25 aprile 2019)

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Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

Autore di Lorenzo Larcan

Estate 1975: una ragazzina in piena pubertà, fino a quel momento figlia unica, viene “restituita” da quelli che credeva essere i genitori alla “vera” famiglia proletaria, ritrovandosi improvvisamente a essere parte della sua numerosa prole. I nuovi genitori educano severamente i figli, i fratelli – di età da uno a diciott’anni – dormono tutti in una stanza, i più grandi hanno lasciato la scuola, e trattano l’“Arminuta”, la ‘ritornata’, senza alcun riguardo. Su questo sfondo, sono costanti i dubbi e l’impossibilità di comprendere della protagonista, la quale si è vista da un giorno all’altro scaricata in quella casa dalle persone che l’avevano cresciuta e che considerava padre e madre. Continua a leggere Recensione di Donatella Di Pietrantonio, “L’Arminuta”

(fasc. 26, 25 aprile 2019)

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Recensione di Monica Lanzillotta, “Il museo dell’innocenza. La narrativa di Edoardo Calandra”

Autore di Carmine Chiodo

Monica Lanzillotta, docente di Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’Università di Cosenza, è autrice di questa monografia che descrive e analizza esaustivamente la vita e l’opera di Edoardo Calandra, pittore, illustratore di libri, archeologo, drammaturgo e scrittore. La studiosa nella Premessa al volume scrive che ha «cercato di dar conto dei rapporti che istituisce sia con l’ambiente artistico e letterario italiano ‘fin de siècle’ sia con la cultura subalpina sia con quella francese» (p. 11). Tutto concorre a dare un quadro preciso e accurato, capillare, minuto dello scrittore piemontese, le cui opere (come scrive ancora la studiosa nella Premessa) «hanno registrato, sul versante critico, un’attenzione ininterrotta, conquistando anche critici illustri, come Croce», che lo immortala in più d’uno dei suoi “medaglioni” della letteratura della Nuova Italia. Viene ancora osservato che come critico si è interessato all’opera di Calandra pure Gianfranco Contini, che gli ha assegnato un posto non di rilievo nella Scapigliatura piemontese e lo pone accanto a Faldella, ad esempio. Continua a leggere Recensione di Monica Lanzillotta, “Il museo dell’innocenza. La narrativa di Edoardo Calandra”

(fasc. 24, 25 dicembre 2018)

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Recensione di Claudio Morandini, “Le maschere di Pocacosa”

Autore di Guido Conterio

Sospinto dagli ottimi esiti conseguiti e dai lusinghieri allori meritati grazie alla sua recente svolta narrativa verso ambientazioni e temi legati alla montagna (Neve, cane, piede, Exòrma 2015; Le pietre, Exòrma 2017), Claudio Morandini ha provveduto, col suo ultimo romanzo, Le maschere di Pocacosa (Salani 2018), ad attribuirle un felice seguito anche nell’ambito – a quanto risulti, da lui sin qui non frequentato – della letteratura per ragazzi, trovando ospitalità in una collana («I caprioli») che, sotto l’egida del Club Alpino Italiano, proprio a un avvicinamento dei giovanissimi alla montagna attraverso la narrativa è dedicata. Continua a leggere Recensione di Claudio Morandini, “Le maschere di Pocacosa”

(fasc. 24, 25 dicembre 2018)

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Recensione di “Attraversare il Novecento tra ideologie di guerra e utopie di pace”, a cura di Valerio Vianello

Autore di Alessandra Trevisan

Riunisce gli Atti del Convegno svoltosi a Venezia il 26 e 27 aprile 2016 il volume Attraversare il Novecento tra ideologie di guerra e utopie di pace (Aracne 2017, pp. 220, euro 14), a cura di Valerio Vianello con un’introduzione di Tiziano Zanato, un appuntamento organizzato grazie allo stesso Vianello con i colleghi dell’ADI-SD – la sezione scuola dell’Associazione degli Italianisti – che ha riunito docenti universitari e della scuola secondaria, al fine di creare un itinerario letterario nella scuola e per la scuola in grado di proporre non soltanto contenuti e dimensioni diverse ma anche suggerimenti e nuove attività per la didattica. Continua a leggere Recensione di “Attraversare il Novecento tra ideologie di guerra e utopie di pace”, a cura di Valerio Vianello

(fasc. 22, 25 agosto 2018)

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Recensione di Marcello Borgese, “L’uroboro e l’incantatore di Serpenti”

Autore di Carmine Chiodo

Il romanzo è ben riuscito, e per quanto riguarda lo stile e per il contenuto. Si lascia leggere con piacere, in quanto racconta una storia o delle storie che si svolgono in una Calabria ancora per molti aspetti feudale e poi dominata (siamo nel Settecento) dai francesi, i quali commettevano diversi soprusi e abusi nei confronti della popolazione e ovviamente gli uomini calabresi, forti, valorosi e coraggiosi, uccisero diversi «monsù», come venivano chiamati i soldati francesi. Continua a leggere Recensione di Marcello Borgese, “L’uroboro e l’incantatore di Serpenti”

(fasc. 22, 25 agosto 2018)

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Recensione di Rosella Postorino, “Le assaggiatrici”

Autore di Veronica Di Tora

Entrammo una alla volta. Dopo ore di attesa, in piedi nel corridoio, avevamo bisogno di sederci. La stanza era grande, le pareti bianche. Al centro, un lungo tavolo di legno su cui avevano già apparecchiato per noi. Ci fecero cenno di prendere posto.
Mi sedetti e rimasi così, le mani intrecciate sulla pancia. Davanti a me, un piatto di ceramica bianca. Avevo fame.

(Rosella Postorino, Le assaggiatrici, Milano, Feltrinelli, 2018, pp. 285, eu 17)

Rosella Postorino pubblica il primo romanzo, La stanza di sopra, presso Neri Pozza nel 2007. Ne seguono altri due, editi da Einaudi, fino ad arrivare alla pubblicazione delle Assaggiatrici per Feltrinelli, nel 2018. Il romanzo è uscito a gennaio e a febbraio era già alla quarta edizione, ottenendo quindi immediatamente un gran successo di pubblico. Il 25 maggio 2018 sono stati resi noti i cinque libri finalisti per il Premio Campiello: il libro della Postorino è rientrato nella cinquina grazie ai sei voti assegnati dalla Giuria dei Letterati. Continua a leggere Recensione di Rosella Postorino, “Le assaggiatrici”

(fasc. 21, 25 giugno 2018)

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Recensione di Mohsin Hamid, “Exit West”

Autore di Claudio Bello

Raccontare la contemporaneità è un’ardua sfida per uno scrittore di oggi. Il rischio è quello di risultare banali, poco informati, troppo corretti o troppo scorretti, con l’esito inevitabile di crollare in un pantano di cose già dette e già lette. La realtà si presenta ai nostri occhi confusa e labirintica, e lo scrittore si deve muovere – stando attento a ritrovare, poi, la strada – tra le rovine sbriciolate delle ideologie e dei concetti di bene e male, di giusto e di sbagliato. Sembrano non esistere più punti di vista privilegiati nel mondo globalizzato, e allora come fare, da dove partire, per scrivere di immigrazione o di rivoluzione tecnologica, di guerre taciute e di altre stravolte dalle narrazioni dei media? Ogni tanto, però, accade che un libro riesca nell’impresa titanica di raccontare il presente, e allora leggere diviene un’esperienza diversa ed esaltante: quasi che l’inchiostro delle parole si perdesse tra le strade del mondo, confondendosi con persone e titoli di giornale, inserendosi di soppiatto nelle pieghe della quotidianità. Col pericolo, forse, di risultare retorici, si potrebbe parlare di un piccolo miracolo. Ed Exit West, di Mohsin Hamid (trad. it. di N. Gobetti, Torino, Einaudi, 2017, pp. 160, eu 17,50), un piccolo miracolo in fondo lo è davvero. Continua a leggere Recensione di Mohsin Hamid, “Exit West”

(fasc. 21, 25 giugno 2018)

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Recensione di Sara Bertrand, “Album di famiglia”

Autore di Claudio Morandini

Capita di imbattersi in giovani autrici sudamericane (argentine, cilene…) che per raccontare lo strisciante trauma della dittatura nei loro paesi usano lo sguardo dei bambini o dei ragazzini – uno sguardo solo in apparenza trasognato, in realtà attentissimo a ciò che gli adulti, spaventati, delusi, minacciati, non vogliono più guardare. Così fa anche la cilena Sara Bertrand nel romanzo Album di famiglia del 2016, pubblicato da Albe Edizioni agli inizi del 2018 nella limpida traduzione di Manuela Galassi (pp. 160, eu 14,90). Continua a leggere Recensione di Sara Bertrand, “Album di famiglia”

(fasc. 21, 25 giugno 2018)

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