Calvino e l’industria della letteratura: per una lettura di alcune pagine del «Menabò»

Author di Anna Sara Bucci

Non mi pare che ci siamo ancora resi conto della svolta che si è operata, negli ultimi sette o otto anni, nella letteratura, nell’arte, nelle attività conoscitive più varie e nel nostro stesso atteggiamento verso il mondo […] Diciamo subito che un mutamento di questo genere non entrava nei nostri piani, nelle nostre profezie, nelle nostre aspirazioni; ma ormai non si tratta più di accettarlo o rifiutarlo, già ci siamo dentro; la geografia del nostro continente culturale è profondamente cambiata sotto quest’alluvione imprevista e che pure ha preso forma lentamente e ben visibilmente sotto i nostri occhi[1].

Con una riflessione sui mutamenti dell’attività artistica e conoscitiva contenuta nel saggio Il mare dell’oggettività (1960), Italo Calvino inaugura il secondo numero del «Menabò di letteratura», periodico figlio dell’esperienza dei «Gettoni»[2] che tenta la strada della ricerca letteraria nel pieno della temperie economica e culturale di metà secolo.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino, Pugliese e il romanzo sperimentale. Alcune considerazioni su Napoli come prisma di trasformazione nel romanzo “Malacqua” di Nicola Pugliese

Author di Alan G. Hartman

Lo scrittore napoletano Nicola Pugliese, nato nel 1944 e morto nel 2012, è relativamente poco studiato. Sulla sua opera non esiste molta letteratura critica, eccetto alcune recensioni del suo romanzo del 1977, intitolato Malacqua, altre della riedizione del testo in italiano e altre ancora delle traduzioni in altre lingue, a partire dal 2013. Quella del 2011[1] rilasciata al giornalista napoletano Giuseppe Pesce rimane l’unica sua intervista sul romanzo; inoltre, lo stesso Pesce è autore di un volume su Pugliese e sulla sua opera intitolato Napoli, il dolore e la non-storia (2010), unico testo critico sull’argomento.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino osservatore attento dei cambiamenti ambientali nell’Italia del boom economico

Author di Samuela Di Schiavi

La fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, gli anni del cosiddetto “miracolo” o boom economico, hanno rappresentato per l’Italia un periodo di grandi cambiamenti e profonde trasformazioni sia da un punto di vista socio-economico, con la nascita di una nuova società dei consumi, sia da una prospettiva ambientale, ad esempio con lo sviluppo e l’espansione delle città metropolitane. È proprio in questa cornice di importanti mutamenti che coinvolgono l’intera penisola che Italo Calvino pubblica alcuni racconti lunghi, ironici ma molto realistici, in cui attraverso la descrizione di una realtà contemporanea emerge l’attenzione dell’autore verso la tematica dell’ambiente e dell’ecologia, da un punto di vista sia politico sia sociale e morale.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Le «vittime della scure» nell’oikos di Calvino: (proto)ecologia tra distopia e relazioni disforiche da Ombrosa a Leonia

Author di Martina Palese

Per quella fitta connessione che rende il linguaggio e la letteratura figli reciproci di una vasta possibilità di intenti, la personalità di Italo Calvino prescinde dalle fissità di una collocazione cronologica, oltre la quale si erge a pioniere di tempi distanti e vicinissimi. Acuto osservatore nonché promotore ideologico e narrativo di quel filtro sottile tra parola e realtà, serve nell’ombra del dettaglio i paradossi e le attese delle più significative trasformazioni storiche e culturali del suo “stare” nel mondo.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Ridare lustro al romanzesco: Italo Calvino e la scelta del racconto lungo in «Centopagine»

Author di Giorgia Mercenaro

«Centopagine»: il riflesso dell’idea di letteratura di Calvino

In un contesto caratterizzato dalla trasformazione del pubblico, dalle alterazioni del mercato della narrativa e dal prevalere del formato tascabile e delle dispense, si inserisce la collana «Centopagine» di Einaudi.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino lettore di Nievo. Avventura e comica leggerezza

Author di Roberta Colombi

Una lunga fedeltà. Tra ammirazione ed emulazione

Nel ricostruire la relazione di Calvino con Nievo attraverso le tracce lasciate nelle lettere, nelle interviste e in poche altre pagine di carattere pubblico, risulta evidente come l’ammirazione di Calvino per lo scrittore delle Confessioni sia qualcosa che risale indietro nel tempo. La loro relazione non nasce in seguito alla riscoperta letteraria di Nievo avvenuta negli anni ’50 e che coinvolge proprio Einaudi, l’editore con cui il giovane Calvino collabora dal 1947[1]: nasce prima ed è destinata a durare a lungo. Continua a leggere Calvino lettore di Nievo. Avventura e comica leggerezza

(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Italo Calvino e l’estetica dell’intelligenza artificiale: giochi linguistici, morte dell’autore e teoria della ricezione

Author di Daniel Raffini

L’attenzione al legame tra scienza e cultura e lo sguardo analitico sul mondo rendono Calvino uno scrittore in grado di prevedere fenomeni sociali e culturali. È il caso della rivoluzione digitale, di cui è uno dei primissimi osservatori[1]. La preveggenza calviniana si dimostra anche nel campo dell’intelligenza artificiale, soprattutto per quanto riguarda l’interazione con la produzione artistica e l’immaginario culturale. Il tema torna in diversi saggi ed è presente anche nella scrittura finzionale[2]. All’interno di questa vasta produzione, il saggio Cibernetica e fantasmi affronta in maniera estesa il rapporto tra essere umano e macchine dal punto di vista della scrittura. Continua a leggere Italo Calvino e l’estetica dell’intelligenza artificiale: giochi linguistici, morte dell’autore e teoria della ricezione

(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Il privilegio della leggerezza: per una lettura di “Le città invisibili”

Author di Luca Marcozzi

Nella prima edizione pubblicata il 3 novembre 1972 nella collana «Supercoralli» di Einaudi, l’immagine di copertina di Le città invisibili riproduceva un dipinto di René Magritte, Il castello dei Pirenei, del 1959, raffigurante una grande roccia che galleggia sopra un mare ed è sormontata da un castello di pietra[1]. Così il dipinto surrealista rappresentava la virtù immaginativa del testo. Tuttavia cinque anni dopo, quando nel 1977 fu pubblicata l’edizione tascabile, per la copertina fu scelta un’immagine caratterizzata sì da una dimensione irreale, ma pertinente ad un più concreto progetto edilizio, per quanto utopico[2].

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

«Guardare le cose dal di fuori»: Calvino in dialogo con Pirandello

Author di Alessia Russo

In seguito a una serie di disavventure intellettuali che non meritano d’essere ricordate, il signor Palomar ha deciso che la sua principale attività sarà guardare le cose dal di fuori. Un po’ miope, distratto, introverso, egli non sembra rientrare per temperamento in quel tipo umano che viene di solito definito un osservatore[1].

Con questa citazione tratta dal capitolo Le meditazioni di Palomar dell’omonimo romanzo, si tenta la costruzione di un “sapiente dialogo” tra due classici del Novecento la cui lettura, ancora oggi, è in grado di rivelare qualche aspetto innovativo che arricchisca il panorama degli studi editi. Il dialogo sarà costruito a partire da suggestioni di tangenza tra i due autori che, seppur con un modus operandi distinto, hanno saputo descrivere una particolare condizione dell’uomo contemporaneo attraverso i personaggi protagonisti della narrazione: «dove uno scrittore di sessantasei anni e un ragazzo di dieci si trovano a sfiorarsi, l’uno all’insaputa dell’altro, con i loro rispettivi destini e desideri»[2].

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Insegnare Calvino nel XXI secolo: complessità e interdisciplinarità

Author di Angelo Favaro

Un paradosso inspiegabile ha ormai decretato la qualità e l’incidenza dello studio delle opere di Italo Calvino nei vari ordini e gradi dell’Istruzione e nell’Università italiana. Opportuno svolgere rapidamente un solido refe ad esplicitare e focalizzare la problematica inerente, che scaturisce da un presupposto paradossale: numerosi sono i testi scritti da Calvino che affollano le pagine dei volumi per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado; pagine lette, studiate, analizzate dagli studenti, in vario modo. Fino almeno al primo biennio della scuola superiore di secondo grado, lo scrittore cosmicomico resiste, anche se solo come oggetto d’esercizio o d’analisi inerente a testi narrativi, espositivi e argomentativi, con differenti funzioni e caratteristiche espressive. Quando si giunge al secondo biennio e poi al quinto anno della secondaria di secondo grado, invece, le opere di Italo Calvino svaporano dall’orizzonte scolastico. Nell’Università il discorso appare un po’ differente e non è questa la sede per affrontarlo con la necessaria attenzione, offrendo opportuni rilievi e suggerendo anche minimi approfondimenti. Sufficiente, al momento, rimandare alla lettura dei programmi dei corsi di Letteratura italiana e Letteratura moderna e contemporanea, negli atenei in Italia, anche nell’anno centenario, per cogliere una lata ritrosia a trattare i testi, i temi, i problemi, la scrittura tout court di Italo Calvino. De hoc satis.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)