«Anch’io, che passo per suo discepolo, come merito questo titolo?». Per Calvino e Pavese

Author di Miryam Grasso

Tra le carte calviniane si conserva un elenco autografo di «libri da scrivere»[1]. La lista contiene anche la voce cassata «Scritti su Pavese», che testimonierebbe la volontà di Calvino di dedicare un volume a Cesare Pavese, probabilmente raccogliendo gli scritti già pubblicati. L’ipotesi è confermata dal fatto che nell’abitazione romana di Calvino è conservata una cartelletta che contiene materiali di Pavese e su Pavese, tra cui anche un abbozzo manoscritto di indice. L’elenco, descritto da Mario Barenghi[2], contiene quindici titoli, ciascuno preceduto dall’anno di composizione e seguito dal numero di pagine (e non esaurisce, naturalmente, gli scritti di Calvino su Pavese).

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

«All’interno d’un occhio che guarda se stesso». La teatralità di Italo Calvino fra comico e introspezione

Author di Silvia Manciati

Il rapporto di Calvino[1] con il teatro è un “territorio” in parte ancora inesplorato, fatto di silenzi e omissioni da parte dello stesso autore, di vocazioni sottese, di timidi approdi alla scena[2]. Eppure, è un rapporto che corre lungo tutta la sua carriera, benché si manifesti in forme poliedriche – dall’attività librettistica alle scritture per la radio, il cinema, la televisione, oltre alla teatralità insita nella sua produzione narrativa.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Le promesse della letteratura. Riflessioni sul concetto di letterarietà nelle “Lezioni americane”

Author di Cecilia Regni

Il laboratorio della letteratura, proposte per il futuro tra visione e utopia

È il 2024 e l’essere umano non si trova alle soglie di un nuovo millennio come accadeva quando Italo Calvino, nell’estate del 1985, rimetteva a posto il piano delle Norton Lectures, meglio conosciute come Lezioni Americane, le Poetry Lectures che l’autore era stato invitato a tenere durante l’anno accademico 1985-1986 alla Harvard University e a cui dedicò la sua concentrazione nell’ultimo anno di attività prima della morte. Nonostante la mancanza attuale di un limite temporale che traghetti l’umanità verso altri millenni, sembra sempre più centrale la questione «della sorte della letteratura» e insieme a essa la riflessione intorno alle «cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici». Nell’incipit all’opera l’autore riflette sul destino della letteratura: «la mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici. Vorrei dunque dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore, cercando di situarle nella prospettiva del nuovo millennio»[1].

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

«Senza rive né confini»: cronotopi apocalittici in Calvino

Author di Ida De Michelis

 «Sia lode alle stelle che implodono. Una nuova libertà s’apre in loro: elise dallo spazio, esonerate dal tempo, esistono per sé, finalmente, non più in funzione di tutto il resto»

[I. Calvino, L’implosione]

«Nel vero nostro elemento che si estende senza rive né confini»

[I. Calvino, La spirale]

«Quello che vedi, scrivilo in un libro»

[Apocalisse 1:11]

Calvino – Interviste impossibili ‒ apocalittica

L’intera opera di Italo Calvino s’iscrive in una rete coesa costruita per opposte tensioni: è lui stesso, che spesso veste i panni di commentatore dei propri lavori, a dichiarare che ab origine in lui la scrittura si sviluppa come forma di conoscenza dall’io al mondo («il mio scopo non è tanto quello di fare un libro, quanto quello di cambiare me stesso»[1]) e viceversa («L’universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi»)[2]. In questa tensione convivono l’interesse per il microscopico, il minimo, come per il cosmico[3], l’universale; l’impegno nella storia e per la letteratura, la responsabilità sociale, politica, ecologica[4]. Dato che «La percezione di questo mondo, però, per l’uomo è solo linguistica e Calvino l’ha inseguita per tutta la vita»[5], sarà attraverso la scrittura che Calvino cercherà la propria formula sintetica di conoscenza e azione: «tutte le realtà e le fantasie possono prendere forma solo attraverso la scrittura, nella quale esteriorità e interiorità, mondo e io, esperienza e fantasia appaiono composte della stessa materia verbale»[6].

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino e l’industria della letteratura: per una lettura di alcune pagine del «Menabò»

Author di Anna Sara Bucci

Non mi pare che ci siamo ancora resi conto della svolta che si è operata, negli ultimi sette o otto anni, nella letteratura, nell’arte, nelle attività conoscitive più varie e nel nostro stesso atteggiamento verso il mondo […] Diciamo subito che un mutamento di questo genere non entrava nei nostri piani, nelle nostre profezie, nelle nostre aspirazioni; ma ormai non si tratta più di accettarlo o rifiutarlo, già ci siamo dentro; la geografia del nostro continente culturale è profondamente cambiata sotto quest’alluvione imprevista e che pure ha preso forma lentamente e ben visibilmente sotto i nostri occhi[1].

Con una riflessione sui mutamenti dell’attività artistica e conoscitiva contenuta nel saggio Il mare dell’oggettività (1960), Italo Calvino inaugura il secondo numero del «Menabò di letteratura», periodico figlio dell’esperienza dei «Gettoni»[2] che tenta la strada della ricerca letteraria nel pieno della temperie economica e culturale di metà secolo.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino, Pugliese e il romanzo sperimentale. Alcune considerazioni su Napoli come prisma di trasformazione nel romanzo “Malacqua” di Nicola Pugliese

Author di Alan G. Hartman

Lo scrittore napoletano Nicola Pugliese, nato nel 1944 e morto nel 2012, è relativamente poco studiato. Sulla sua opera non esiste molta letteratura critica, eccetto alcune recensioni del suo romanzo del 1977, intitolato Malacqua, altre della riedizione del testo in italiano e altre ancora delle traduzioni in altre lingue, a partire dal 2013. Quella del 2011[1] rilasciata al giornalista napoletano Giuseppe Pesce rimane l’unica sua intervista sul romanzo; inoltre, lo stesso Pesce è autore di un volume su Pugliese e sulla sua opera intitolato Napoli, il dolore e la non-storia (2010), unico testo critico sull’argomento.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino osservatore attento dei cambiamenti ambientali nell’Italia del boom economico

Author di Samuela Di Schiavi

La fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, gli anni del cosiddetto “miracolo” o boom economico, hanno rappresentato per l’Italia un periodo di grandi cambiamenti e profonde trasformazioni sia da un punto di vista socio-economico, con la nascita di una nuova società dei consumi, sia da una prospettiva ambientale, ad esempio con lo sviluppo e l’espansione delle città metropolitane. È proprio in questa cornice di importanti mutamenti che coinvolgono l’intera penisola che Italo Calvino pubblica alcuni racconti lunghi, ironici ma molto realistici, in cui attraverso la descrizione di una realtà contemporanea emerge l’attenzione dell’autore verso la tematica dell’ambiente e dell’ecologia, da un punto di vista sia politico sia sociale e morale.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Le «vittime della scure» nell’oikos di Calvino: (proto)ecologia tra distopia e relazioni disforiche da Ombrosa a Leonia

Author di Martina Palese

Per quella fitta connessione che rende il linguaggio e la letteratura figli reciproci di una vasta possibilità di intenti, la personalità di Italo Calvino prescinde dalle fissità di una collocazione cronologica, oltre la quale si erge a pioniere di tempi distanti e vicinissimi. Acuto osservatore nonché promotore ideologico e narrativo di quel filtro sottile tra parola e realtà, serve nell’ombra del dettaglio i paradossi e le attese delle più significative trasformazioni storiche e culturali del suo “stare” nel mondo.

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(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Calvino lettore di Nievo. Avventura e comica leggerezza

Author di Roberta Colombi

Una lunga fedeltà. Tra ammirazione ed emulazione

Nel ricostruire la relazione di Calvino con Nievo attraverso le tracce lasciate nelle lettere, nelle interviste e in poche altre pagine di carattere pubblico, risulta evidente come l’ammirazione di Calvino per lo scrittore delle Confessioni sia qualcosa che risale indietro nel tempo. La loro relazione non nasce in seguito alla riscoperta letteraria di Nievo avvenuta negli anni ’50 e che coinvolge proprio Einaudi, l’editore con cui il giovane Calvino collabora dal 1947[1]: nasce prima ed è destinata a durare a lungo. Continua a leggere Calvino lettore di Nievo. Avventura e comica leggerezza

(fasc. 53, 25 agosto 2024)

Italo Calvino e l’estetica dell’intelligenza artificiale: giochi linguistici, morte dell’autore e teoria della ricezione

Author di Daniel Raffini

L’attenzione al legame tra scienza e cultura e lo sguardo analitico sul mondo rendono Calvino uno scrittore in grado di prevedere fenomeni sociali e culturali. È il caso della rivoluzione digitale, di cui è uno dei primissimi osservatori[1]. La preveggenza calviniana si dimostra anche nel campo dell’intelligenza artificiale, soprattutto per quanto riguarda l’interazione con la produzione artistica e l’immaginario culturale. Il tema torna in diversi saggi ed è presente anche nella scrittura finzionale[2]. All’interno di questa vasta produzione, il saggio Cibernetica e fantasmi affronta in maniera estesa il rapporto tra essere umano e macchine dal punto di vista della scrittura. Continua a leggere Italo Calvino e l’estetica dell’intelligenza artificiale: giochi linguistici, morte dell’autore e teoria della ricezione

(fasc. 53, 25 agosto 2024)